Ci pensavo in questi giorni. Se non hai il culo parato, fare questo mestiere è un'impresa. Sono più o meno cinque anni che in un modo o nell'altro lavoro tra uno studio e l'altro. Non mi sono mai tirato indietro di fronte al lavoro. Conosco ciò che si dovrebbe fare nel nostro mestiere ma non l'ho mai fatto. C'ho sempre girato attorno.
Adesso capisco tutti i discorsi sulla "società bloccata": se non sei figlio di architetto non farai l'architetto. O meglio, ti ci vorrà così tanto tempo per apperndere il mestiere che non te ne rimarrà per fare l'architetto!
Il tempo me lo sento scorrere addosso. Non c'è nulla da fare: passa veloce e inesorabile, ed io, con tutta la mia carica, la mia voglia e l'entusiasmo che nonostante tutto mi anima, mi ritrovo sempre fermo al punto di partenza.
In queste ultime settimane sto cercando di esplorare altre possibilità oltre a quelle dei concorsi di architettura. E' decisamente il caso visto l'esito kitsch dell'ultimo concorso a cui ho partecipato. Elenchi di professionisti, grafica pubblicitaria, caccia di possibili clienti...se non hai il culo parato devi giocartele tutte!
giovedì 19 giugno 2008
Se non hai il culo parato.
Pubblicato da
Corto Maltese
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giovedì, giugno 19, 2008
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