giovedì 19 giugno 2008

Se non hai il culo parato.

Ci pensavo in questi giorni. Se non hai il culo parato, fare questo mestiere è un'impresa. Sono più o meno cinque anni che in un modo o nell'altro lavoro tra uno studio e l'altro. Non mi sono mai tirato indietro di fronte al lavoro. Conosco ciò che si dovrebbe fare nel nostro mestiere ma non l'ho mai fatto. C'ho sempre girato attorno.
Adesso capisco tutti i discorsi sulla "società bloccata": se non sei figlio di architetto non farai l'architetto. O meglio, ti ci vorrà così tanto tempo per apperndere il mestiere che non te ne rimarrà per fare l'architetto!
Il tempo me lo sento scorrere addosso. Non c'è nulla da fare: passa veloce e inesorabile, ed io, con tutta la mia carica, la mia voglia e l'entusiasmo che nonostante tutto mi anima, mi ritrovo sempre fermo al punto di partenza.
In queste ultime settimane sto cercando di esplorare altre possibilità oltre a quelle dei concorsi di architettura. E' decisamente il caso visto l'esito kitsch dell'ultimo concorso a cui ho partecipato. Elenchi di professionisti, grafica pubblicitaria, caccia di possibili clienti...se non hai il culo parato devi giocartele tutte!

lunedì 16 giugno 2008

Il plotter

Ecco, mentre tante persone si fanno regalare viaggi e libri per la laurea, io mi sono fatto regalare il plotter. Un gingillino in A1...il mio personale gesto di ribellione. Si perchè mentre comparsi un tavolo da disegno vent'anni fa sembrava una cosa normale per un architetto, bene, adesso spendere una cifra simile per un plotter desta stupore. Secondo me anche questo dettaglio è l'ennesimo segno della lenta ed inesorabile ritirata dei singoli architetti dal mestiere.